Search results for " linguistica testuale"
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Narrare la parrocchia. Kermesse e Museo d'ombre
2019
Quando, nel 1982, per i tipi della Sellerio, uscì Kermesse, lo stesso Sciascia, nel risvolto di copertina, collegò questo titolo alla narrazione della vita popolare della sua Racalmuto. La parrocchia viene narrata da Sciascia attraverso brevi paragrafi titolati con modi di dire, proverbi, voci dialettali, soprannomi, così da ripercorrere a ritroso una narrazione antropologica e, insieme, filologica del tempo passato. L’anno dopo uscì Museo d’ombre di Gesualdo Bufalino, che costruisce una testualità simile per forma, ma molto diversa a livello stilistico. L’articolo mette a confronto i due diversi modi di raccontare il proprio paese d’origine e i propri ricordi, sfruttando il codice dialetta…
L’interazione asimmetrica nel Bastardo di Mautàna di Silvana Grasso: diverse forme di potere
2020
Un’analisi pragmatica delle interazioni tra i personaggi del romanzo “Il Bastardo di Mautàna” di Silvana Grasso (1994) mette in luce un sistema linguistico in cui si cristallizzano rapporti di potere tra classi sociali nella Sicilia di inizio ventesimo secolo. Una prima evidenza si ha nella selezione onomastica operata dall’autrice e che costituisce un primo meccanismo di riconoscibilità della collocazione socio-economica dei personaggi. In maniera schematica e banalmente oppositiva, possiamo evidenziare come nei gradini più alti della scala sociale vi sia chi gode della sequenza onomastica più complessa, che comprende oltre al nome e cognome anche il titolo, la professione e l’eventuale pr…
Una perifrasi traduttiva per una regina rimossa. Torsioni onomastiche in "Cima delle nobildonne" di Stefano D'Arrigo
2020
Molto si è scritto sulla “lingua horcynusa” di Stefano D’Arrigo e del suo maestoso Horcynus Orca, romanzo in cui si battezza un nuovo codice linguistico fondato sulla stratificazione e sulla neologia virtuosistica il cui scopo non è tanto indicare con precisione, quanto evocare. Assai meno studiato, probabilmente per il ricorso ad una lingua asciutta, scientifica, quasi anonima, risulta il romanzo epigono della sua carriera letteraria, Cima delle nobildonne, apparso dopo una lunga pausa decennale nel 1985. Le ragioni del titolo stanno tutte nella volontà/opportunità/necessità di celare l’antroponimo che ha ispirato la narrazione, quello dell’unica donna faraone dell’antico Egitto, Hatshepsu…
Apollonia e le sue metà
2014
L’antroponimo personale, nella sua affabulazione profonda, è, nella scrittura di Silvana Grasso, un elemento esegeticamente orientante. Si analizza nel contributo il valore del nome Apollonia, protagonista del racconto, all'interno del nuovo racconto "Il cuore a destra".
Spigolature onomastiche nel teatro sansecondiano degli anni Venti, tra non nomi ed espressionismo cromatico
2021
La produzione teatrale e narrativa di Pier Maria Rosso di San Secondo si distende per circa un quarantennio tra gli anni ‘10 e gli anni ‘50 del XX secolo. Anni di transizione e di ridefinizione dei ruoli e degli spazi individuali e sociali: i rapporti secolari tra i generi, tra le classi, tra le Nazioni, si stravolgono e approdano attraverso percorsi complessi e conflittuali verso nuovi equilibri mai scevri da lacerazioni. La coscienza di molti autori, basculante e nevrotica, trova nel teatro la dimensione naturale in cui mettere in scena questo sentimento di colpa e dolore, di frantumazione della soggettività e di perdita di punti di riferimento. Cresciuto nel più importante centro zolfife…
Analisi linguistica di un inedito grassiano: Il cuore a destra
2014
Si valuta quanto un inedito di Silvana Grasso coincida, nelle scelte linguistiche, con la precedente produzione dell'autrice, considerando le occorrenze lessicali, le costruzioni prevalenti, le figure retoriche.